Storia di Capo Vaticano

Il Territorio di Capo Vaticano è rimasto immutato per secoli salvo qualche opera dei Coloni o costruzioni adibite a difesa della zona. Solo dagli anni sessanta, qualche turista avventuriero, si è protratto verso queste zone caratterizzate esclusivamente da attività di agricoltura e dall’immutato mare cristallino.

La popolazione iniziò, pertanto, ad osservare questo ancor piccolo fenomeno. La scommessa turistica iniziò con la pubblicazione di opuscoli, scritti in diverse lingue, che descrivevano gli incontaminati territori e la bellezza delle spiaggie locali. Attratti da queste decantate meraviglie, molti più turisti cominciarono a giungere nel territorio di Capo Vaticano ancora però sprovvisto di posti letto e servizi dediti all’ospitalità.

Cominciarono quindi a nascere molti campeggi che, permettevano ai proprietari terrieri di ospitare turisti ma alcontempo di non investire denaro su un fenomeno appena iniziato.

Dopo qualche anno, la richiesta cambiò e cominciarono a nascere i primi hotels, i primi appartamenti per vacanze e i primi villaggi turistici. L’anno del boom turistico di Capo Vaticano è considerato il 1969 che vedeva un incremento di turisti del 70% con una domanda che superava di gran lunghezza l’offerta.

Nel 1972 le strutture turistiche di Capo Vaticano erano triplicate giungendo nel 1986 a un conteggio di presenze che sfiorava i 400 mila turisti. Divenuto ormai il turismo, un settore dove poter investire, gli abitanti locali abbandonarono le proprie campagne investendo i propri averi in strutture turistiche più o meno professionali.

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Villaggio Tramonto a Capo Vaticano
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